venerdì 30 gennaio 2015

Spazio di riflessione? Forse..non so.
Oggi ho bisogno..forse domani..magari non più.
Avrei voglia di fare nomi e cognomi..non posso, privacy e querele lo impediscono.
Soprattutto per gli aspetti negativi della mia situazione, la rabbia mi spingerebbe a pubblicare i nomi di chi mi sta facendo del male.
La rabbia parla più forte della voglia di ringraziare, credo sia umano.
Anche se poi, nei momenti di disperazione il conforto è cercare il mezzo pieno del bicchiere.
Perchè sei teoricamente più sano di chi è malato, perchè hai gambe e braccia funzionanti, perchè hai da mangiare e bere..
Ma tutto il resto, quello per cui soffri, ha una spiegazione? Ha un motivo vedere un padre soffrire come un cane con la propria malattia, vedere la tua vita invecchiare giorno dopo giorno, realizzando che ogni cosa che adesso ho un giorno la lascerò.
A volte ho come una visione lugubre, come una telecamera disposta nella mia bara.
Immagino il mondo circostante visto da lì...e io inerme.
A volte è una visione claustrofobica, quasi alla kill bill...altre volte è drammaticamente triste.
Mi viene voglia di piangere intensamente..quelle lacrime disperate e dense.
A quasi 43 sono già triste e teoricamente spero manchi ancora un trentennio...
Ma come guardare alla vita con 70 anni, o con 80
Quando sai che sei lì vicino, a quella visione tetra.
È un rattristarsi gratuito pensarlo adesso?
Dovrei pensare alla vita...si giusto.
Ma lo spettro nero vive continuamente accanto, ti lancia moniti, ti strappa voci e carezze.
Come sentirsi vivo quando senti di morire un pò ogni giorno?
Come, quando vedi corpi dilaniati dal dolore e dalle sofferenze, piaghe profonde, arti infermi.
Pianti di un padre, soffocati.
Un grigio inesorabile che avvolge.
Io non riesco a dividere la vita in settori...
Forse non ho nemmeno più un settore della vita sereno.
Non ho molto conforto e nemmeno idee per risollevarmi.
Vivo assistendo al film muto, incapace di emozionarmi, se non per piangere di tristezza.
Ho smesso di sognare musiche e viaggi.